Vincenzo Aprile - SIRACUSANDO Il Portale di Siracusa

28/11/2018
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Vincenzo Aprile

Personaggi Siracusani

L'ULTIMO DEGLI EBANISTI: VICENZO APRILE, DETTO "IL PRESIDENTE"
"LA BOTTEGA DELLE MERAVIGLIE" DI VIA MIRABELLA INCANTA TUTTI
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Nella piccola bottega dell'ultimo degli ebanisti siracusani anche i muri parlano. Parlano di storie lontane, di vecchi successi nel calcio giovanile e nell'attività politica condotta nell'ultimo piano di Palazzo Vermexio (Aprile è stato consigliere comunale ai tempi dell'on. Concetto Lo Bello), di anni e anni spesi nel costruire, passo dopo passo, una carriera artistica e poi artigianale, di quelle che ormai non trovi facilmente sia nelle scuole di formazione che nelle botteghe.
Il personaggio è Vincenzo Aprile, detto il "Presidente" perché, sino a venti anni, fa Aprile ebbe l'onore di ricoprire la carica di presidente della gloriosa Astylos, squadra di calcio che militava a Siracusa nelle prime categorie. Astylos, in onore dell'atleta siracusano che vinse le prime olimpiadi a Siracusa avanti Cristo. Enzo Aprile è uno scrigno di ricordi e di aneddoti particolari. Come quella volta che trovò un portafogli a terra in una stradina della Borgata. L'onestà gli spalancò le porte della politica. E se quel portafoglio non fosse appartenuto al segretario cittadino del Partito Comunista? Aprile non avrebbe mai valicato Palazzo Vermexio? Non da consigliere comunale. Settecento furono le preferenze che lo condussero dritto dritto sugli scranni. Cinque anni dopo, Aprile ci riproverà, ma non con lo stesso successo. Non sale per una manciata di voti. Il "nuovo" che avanza lo castiga. Oggi, Vincenzo Aprile, di calcio e di politica non vuole più sentirne parlare. Chissà perché!
Gennaio 2009. Siamo nel cuore di Ortigia, dove batte poco il sole, a dire il vero. Eppure, proprio in questa viuzza che attraversa da punta a punta l'isolotto, collegando il Corso Matteotti a Riviera di Levante, ovvero l'affascinante, suggestiva via Mirabella, si avverte un calore umano immenso. Risulta facile contare i "Ciao Nzino", "Salve maestro", "Saluti, Presidente" che si susseguono a scadenza da orologio svizzero…Un saluto ogni cinque, sei minuti. Impressiona, quasi, il fatto che il signor Enzo Aprile possa essere così conosciuto a Siracusa, come possa avere così tanti amici (vecchi, giovani, stranieri)? Persino, semplici passanti non resistono attratti da quello che si intravvede appena dallo sfondo semibuio della piccola bottega. Che tramanda, trasuda di ricordi. E da cui fuoriesce una musica quasi assordante. Oltre all'odore inconfondibile di truciolato misto alla muffa. "Lo faccio apposta! - esclama il Presidente Aprile - così sono sicuro che entra solo chi è realmente interessato". Saranno venti anni almeno che quella radio strillona è posizionata sulla stessa banda di frequenza. Quasi a infischiarsene dei tempi e delle mode che scorrono.
Adesso il signor Enzo Aprile è pensione. Si concede poco alla sua arte, ai sui tavoli così finemente intagliati. L'ultima sua applicazione è stata rivolta al tavolo che raffigura l'isolotto di Ortigia. Un anno c'ì voluto. Non ha più la pazienza, dice. E poi, la vista non lo accompagna come una volta. Il "Presidente è solo. Non ha moglie. Non si è mai sposato. Un po' per l'anziana madre bisognosa continuamente di cure e che, pace all'anima sua, è volata in cielo. Un po' per la sua "sciagurata" passione per il calcio che lo ha "costretto", per quasi trenta anni buoni, a non stringere legami sentimentali veri, forti. "E chi può averne, quando si è ogni domenica allo stadio!" dice Aprile con una punta di rammarico. "Ho cercato di tramandare la mia passione, la mia arte a qualche ragazzo - continua il Maestro - ma i giovani d'oggi hanno tutti fretta di guadagnare, non hanno voglia di imparare. Non vogliono andare a scuola. E scappano. Non capiscono la fortuna che gli passa tra le mani, possedere i segreti di un vecchio ebanista. Mah! Peggio per loro. Che possiamo fare!? Vuol dire che morirà Sansone….".

In compenso il Presidente Aprile ha tanti amici. Quello sì. E non potrebbe essere altrimenti. Vincenzo Aprile, è un personaggio di Ortigia. Nel suo settore, anzi, è IL personaggio. Ha superato le 70 primavere da due anni almeno. Si appassiona all'arte dell'ebanista sin da piccolissimo, insieme al fratello. La sua prima bottega artigianale, dove hanno visto la luce diverse opere d'arte (tavoli, spalliere per letti, sedie, comodini, mobili di ogni genere e fattura), si trovava nel quartiere della Borgata. Vicino allo Stadio. Guarda caso, il calcio, per il signor Enzo Aprile sarà la seconda passione della vita. Ma andiamo per ordine.

Da venti anni, il "Presidente" ha traslocato in via Mirabella. Da qui diede impulso a una doppia attività, sposando alla maestria dell'ebanista e dell'intagliatore quella del restauratore sopraffino. Lavori che pretendono pazienza certosina, acume, estro e, soprattutto, tanta tanta passione.
Ma non finiscono qua le qualità del signor Aprile, vero figlio di Archimede. Qualche anno fa ha depositato il brevetto sulla chiave che s' illumina. L'accensione automatica di una lampadina all'interno della serratura viene prodotta sfruttando la massa a terra. Utile invenzione datata trenta anni fa. Basta toccare la serratura, et voilà, si accende la luce della toppa. Altre invenzioni? L'orologio senza lancette. E incontriamo anche qui la luce. E' la luce a scandire il tempo: la luce rossa sta a indicare le ore, la verde i minuti. Ma Aprile non entra nei particolari. Il brevetto non è mai stato depositato.
Adesso è una foto ingiallita appesa al muro a catturare l'attenzione in mezzo ad una girandola di Coppe, Trofei, dipinti, intagli rococò e attestati di benemerenza. Correvano gli anni Ottanta quando il Presidente dell'Astylos Vincenzo Aprile riceveva la medaglia d'oro Disciplina direttamente dalle mani di Artemio Franchi, presidente nazionale della Federazione Giuoco Calcio. Il massimo del calcio, a quell'epoca. Tanto che Firenze gli ha dedicato lo Stadio Comunale.
Lo sguardo, adesso, non può non posarsi che sulle splendide opere d'arte in legno: tavoli di ogni dimensione, colore e natura materica. E a proposito di natura. Enzo Aprile nutre un grande rispetto per la materia prima che gli permette di realizzare le sue creature. Come Geppetto col suo Pinocchio. Aprile ama, rispetta, asseconda il pezzo di legno, ogni suo nodo e incurvatura, a cui da anima e corpo. Quanta passione! E quanta creatività in queste sculture: il tema della siracusanità domina le opere di Aprile. C'è l'omaggio all'isolotto di Ortigia che sta a testimoniare il lavoro certosino di intaglio e decoro operato dal signor Aprile in lunghi 12 mesi. Ogni singolo pezzo, ogni singola figura va a costituire il tassello di un enorme mosaico inestimabile. In un altro tavolo artisticamente lavorato troviamo il richiamo alla passione per l'astrologia con la raffigurazione del sistema solare e i pianeti satelliti. La scena centrale viene circondata dalle sagome sapientemente intagliate a mano dei segni zodiacali.
Su un' altra "distesa di legno e decori" emerge chiaro il tributo al Mare di Ortigia con una coppia di delfini che giocano a palla e che con i loro musetti fungono da supporto al tavolo. Altro motivo che ritroviamo nelle opere d'arte del maestro Aprile, quello baroccheggiante, altro omaggio meraviglioso alla sua Ortigia, con alcuni elementi architettonici ricorrenti nei fregi e agli angoli dei palazzi nobiliari, i puttini. La bottega delle meraviglie, scrigno prezioso di ricordi e d'arte e di vita, in via Mirabella non finisce di sorprendere. Il Signor Aprile ha storie per tutti, per chiunque ha voglia di ascoltare e sapere che cosa è stata Siracusa negli ultimi settanta anni. E per gli amanti dei mobili antichi, dell'arte ebanista e dell'intaglio la vetrina offre una serie di "pezzi unici" , vere e proprie opere d'arte irripetibili, inedite. I turisti, nell' attraversare la stretta via Mirabella, restano incantati dinnanzi a tanto splendore. "Me lo incarti subito, please" - dice una gentile signora americana ridendo prima di scomparire dietro un flash che la immortala accanto al Maestro Aprile. E non c'è da meravigliarsi se un giorno il "Presidente" possa incantarvi con la storia "del tavolo diventato, per magia, prezioso "souvenir dalla Sicilia". Vincenzo Aprile è stato uno dei mobilieri di fiducia delle principali famiglie nobiliari di Siracusa di un tempo. La favola, dunque, continua. C'era una volta….

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