Pachino - SIRACUSANDO Il Portale di Siracusa

13/03/2019
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Pachino

La Provincia

Commercianti fenici vi avevano posto una base commerciale. Polibio e Virgilio parlano chiaramente di un capo Pachino, che si doveva doppiare per raggiungere l'Africa e la Sicilia occidentale, e del suo omonimo piccolo porto naturale. Il paese di Pachino nasce, invece, solo il 1° gennaio del 1760, quando Gaetano Maria Starrabba di Giardinelli, poi barone di Pachino, e il fratello Vincenzo ottennero da Ferdinando I, re delle due Sicilie, il permesso di popolare il feudo di Xibini. La cittadina odierna, ben conosciuta per il suo vino e il suo celebre pomodorino, ha un aspetto urbanistico moderno, con strade rettilinee che si dipartono dalla centrale e spaziosa piazza Vittorio Emanuele. Si intersecano con un reticolo di vie ortogonali a formare ordinati quartieri rettangolari. La chiesa Madre è una delle costruzioni più antiche del paese. Costruita nel 1790, ospita le spoglie dei fondatori della città, Gaetano e Vincenzo Starrabba.


IL VINO DI PACHINO E IL MUSEO DEL VINO NOBILE


Il Rosso di Pachino è un vino di antica tradizione. Dal colore molto scuro, fino a qualche anno fa aveva un'alta gradazione, pari a 16-17°. Nel Siracusano era consumato anche come vino da pasto "non per tutti", ma era soprattutto esportato come vino da taglio in Francia, Toscana e Piemonte. Con il vino di Pachino si miglioravano i prodotti settentrionali grazie alla sua alta gradazione, alle maggiori percentuali di tannino e di sali. Il vino odierno ha una gradazione di 13°. L'uva è sempre il nero d'Avola ma la pianta viene opportunamente potata ad alberello per mitigarne la gradazione. Dopo la pigiatura, l'impasto rimane due giorni a ribollire nelle vasche in acciaio di rifermentazione. Fino alla metà degli anni settanta, nel Pachinese si producevano circa 600.000 ettolitri di vino; oggi meno della metà. Con il boom delle serre, molte vigne sono state spiantate ma, con la riscoperta del vino di qualità, è iniziato anche l'imbottigliamento di notevoli quantità di Rosso di Pachino che sta riscontrando un buon successo sul mercato.


I vini della famiglia Nobile di Pachino vantano una tradizione che risale ai primi anni del XX secolo. Nella grande cantina posta nel centro del paese è stato realizzato il ricco Museo del Vino Nobile, che espone una raccolta di pezzi d'epoca davvero ragguardevole. I metodi e le fasi di lavorazione tradizionali sono documentati oltre che dagli attrezzi adoperati, anche da una notevole raccolta di rare fotografie d'epoca. Di particolare interesse sono due carretti siciliani originali, completi di ogni accessorio, utilizzati dai produttori di vino: uno, con un gran tino montato sul piano di carico, era usato per il trasporto dell'uva appena raccolta dalla vigna al palmento; l'altro per il trasporto di 4 salme di vino (una salma equivaleva a 96 litri) per mezzo di sei barili fissi, incastrati e legati nel piano di carico, e uno mobile. Quest'ultimo, nelle salite più ripide, era rimosso dal piano di carico e poggiato ad arte sulla schiena dell'asino o del cavallo per bilanciare il peso.

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