Noto - SIRACUSANDO Il Portale di Siracusa

28/11/2018
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Noto

La Provincia

Città di antiche e nobili tradizioni culturali che la resero illustre. Capoluogo amministrativo del Val di Noto nel periodo arabo, l'Ingegnosa Noto di Ferdinando il Cattolico, madre di uomini illustri e centro culturale di studiosi, famosa per le sue testimonianze storico-archeologiche e per il suo passato glorioso, sepolta tra le rovine dal terremoto del 1693.
Noto, città di grazia aristocratica, ricca di monumenti sacri e civili è la capitale del barocco; un barocco unico, che cattura la luce e traspare ovunque: nei palazzi, nelle chiese, nei conventi, nei monasteri, nelle scalinate scenografiche, nelle edicole sacre, nelle strade nascoste e nei vicoli più modesti. Progettata sulla collina dagli architetti Gagliardi, Sinatra, Labisi e ricostruita dalle numerose maestranze locali, la città settecentesca fu edificata in un assetto regolare secondo i canoni architettonici ed urbanistici della Sicilia del '700.

La pianta, dal tracciato ortogonale, è disegnata su un solo asse da cui si aprono tre piazze: sfruttando il pendio naturale, scalinate grandiose ed il colore della pietra locale, si creano suggestioni di spazi e volumi.
L'itinerario prende l'avvio da Piazzale Marconi, il salotto d'ingresso della città di Noto, con la veduta panoramica del "Cozzo Marotta". Quasi a proteggere la città è qui posta la statua bronzea del Santo Patrono, il nobile piacentino Corrado Confalonieri.
Dal Piazzale si arriva ai giardini pubblici raccolti ed arricchiti da quattro busti marmorei, opera dello scultore Netino contemporaneo G. Pirrone, dedicati ad illustri umanisti della città antica e nuova: Aurispa, Pirri, Avolio e Cassone; pregevole quello dedicato all'architetto netino M. Carnilivari, l'allegoria dell'architettura.

A sud dei giardini si trova la Chiesa del Pantheon: apprezzabile, all'interno la scultura lignea del Sec. XVI, proveniente dalla Noto Antica ed intitolata all'Ecce Homo; la chiesa custodisce le spoglie dei caduti in guerra. Nel convento settecentesco, oggi sede della Cantina Sperimentale, si ammirano due pregevoli affreschi.
L'entrata al centro storico si guadagna attraverso la Porta Reale "Ferdinandea", di puro stile ottocentesco, al di là della quale si delinea l'eccezionale arteria culturale ed urbanistica della città: il Corso Vittorio Emanuele, in cui confluiscono le linee prospettiche provenienti dai vari punti focali; seguendo il Corso si toccano le tre piazze centrali.

Prima tappa di questo itinerario è piazza Immacolata, con la Chiesa di S. Francesco all'Immacolata e l'annesso convento progettato dagli architetti Gagliardi e Sinatra. Preziose colonne di puro barocco La scenografia è caratterizzata dalla splendida scalinata della chiesa, chiusa lateralmente dalla morbida curva del Monastero del SS. Salvatore, culminante nella magnifica e svettante torre del belvedere del Monastero, nel Settecento appartenente per regola alle monache dell'alta nobiltà siciliana.fiancheggiano il portale della Chiesa.
Proseguendo lungo il corso si ergono, sulla sinistra, il Monastero delle Benedettine e la Chiesa di Santa Chiara, opera certa del Gagliardi.
Giungiamo così di fronte ad un grande spazio aperto: l'area Maioris Ecclesiae, la seconda e grande piazza, una delle più belle d'Italia, detta del Municipio, attorno alla quale si prospettano edifici di grande livello architettonico: la Cattedrale, Palazzo Ducezio, Palazzo Landolina, Palazzo Vescovile, la Basilica del SS. Salvatore,
Teatro Comunale "Vittorio Emanuele".

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